DEPURATORE GARDA: CONTRO CHIUSURA PETIZIONE, CHIESTA ISPEZIONE SUL TERRITORIO DELLA COMMISSIONE UE E PETI

30 Novembre 2023

In PETI, la Commissione che si occupa delle petizioni, sono stati auditi Piera Casalini e Sergio Aurora in rappresentanza del Comitato 9 agosto firmatario della petizione contro il progetto del depuratore del Garda.
La case handler per la Commissione europea, Lucie Rollini, non ha dato le risposte ad alcuni punti in sospeso della vicenda del depuratore ma ha annunciato che presto le invierà al Parlamento europeo. La sua intenzione sembra essere quella di chiudere la petizione, nonostante il parere unanime della Commissione PETI di tenerla aperta e verificare dettagli mancanti. Durante l’audizione è stato rilevato da Casalini e da Danzì come sia venuto meno il coinvolgimento nei processi decisionali delle comunità e degli enti locali – sindaci della Valle del Chiese e Provincia di Brescia compresi – e di come vi siano nuove normative europee con le quali il progetto entrerebbe in ulteriore contrasto.

Maria Angela Danzì, europarlamentare M5S e membro della Commissione PETI, ha chiesto alla Commissione europea di non chiudere la petizione sul depuratore del Garda e anzi di venire in Italia per effettuare un’ispezione e acquisire i dati dagli enti locali: “se la Commissione europea non lo farà, come sembra nelle intenzioni e dalle parole della case handler Lucie Rollini presente in audizione, ho chiesto alla presidente della Commissione PETI di muoverci noi, per fare questa indagine. Il progetto del depuratore del Garda che butterebbe le acque nel fiume Chiese, che già versa in fragili condizioni, è antecedente alle ultime normative sul riciclo delle acque reflue e ha inoltre seguito un iter in aperta violazione con il coinvolgimento degli enti e delle comunità locali interessati da progetti così impattanti. Tutti i componenti della Commissione oggi hanno messo in evidenza queste mancanze. Rollini invece ha espresso la contrarietà a procedere e l’intenzione di chiudere la petizione, demandando alle autorità italiane il compito di redimere le controversie tra i cittadini, i sindaci della Valle del Chiese e la provincia di Brescia versus i sostenitori del depuratore della ricca realtà gardesana. Io ritengo che ci siano tutti gli estremi, e le ragioni, per approfondire e agiremo in questo senso”.

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