PER UE VANNO TROVATE SOLUZIONI ALTERNATIVE AL RIGASSIFICATORE DI VADO LIGURE 

8 Gennaio 2024

Il governo italiano deve trovare alternative alla collocazione a Vado Ligure del rigassificatore.

Come paventato nella nostra interrogazione, la Commissione europea conferma nella sua risposta che la valutazione d’incidenza del progetto deve escludere qualunque tipo di pericolo per i siti di Natura 2000 e, nel caso non li escluda, lo Stato è chiamato a valutare delle opzioni alternative di localizzazione.

Siamo curiosi di vedere se qualcuno – magari in Regione Liguria – avrà il coraggio adesso di affermare che nel progetto in questione non ci sono  impatti significativi sull’ambiente, a maggior ragione dopo che studi autorevoli come quelli dell’ISPRA e dell’Istituto Superiore della Sanità hanno sottolineato come esso sia incompatibile con il territorio e presenti evidenti criticità per la sicurezza sia ambientale che sanitaria.

Noi lo ripetiamo ancora una volta: la decisione di spostare il rigassificatore di Piombino a Vado Ligure è inaccettabile.

I cittadini non lo vogliono perché avrà un innegabile impatto sul turismo e perché danneggerà diversi siti protetti dall’Unione europea per salvaguardare la biodiversità.

Persino il soggetto attuatore, l’ENI, in audizione ad Arera ha ammesso che il trasferimento del rigassificatore a Vado Ligure  è antieconomico.

Lo Stato italiano, tramite il Commissario governativo Giovanni Toti, ha preso una decisione senza una vera valutazione d’impatto che possa escludere a priori danni ambientali e quindi in violazione del principio di salvaguardia.

Se non si vuole rischiare un braccio di ferro con l’UE e la conseguente apertura di una procedura d’infrazione adesso il governatore Toti metta in pausa il progetto e inviti il governo a trovare soluzioni alternative, ambientalmente ed economicamente più sostenibili fuori dal territorio della Regione Liguria.

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